Stefano Fontana
Venerdì 26 Gennaio 2001
Attenzione Filmato Quick Time, occorre Plugin
UNIONE DEPAUPERATI CONSAPEVOLI
UNION OF CONSCIOUS DEPLETED

www.infol.it/depauperati

Pensare è distinguere. E’ saper riconoscere quando due cose sono di natura diversa, tra loro inconciliabili. Ma sappiamo riconoscere chi depaupera da chi è depauperato? Sappiamo compiere ancora questa elementare distinzione? Il fatto che la maggioranza avalli, più o meno passivamente, magari con un voto (o con un non-voto) progetti politici che si rivolgono indistintamente a tutti depauperanti e depauperati, fa temere il contrario. Ma come è possibile che categorie sociali così intrinsecamente opposte possano condividere aspettative, idee, interessi sul loro futuro. Forse sono soltanto le aspettative, le idee, gli interessi di una soltanto delle due classi; quella dei depauperanti  che ha scippato agli altri anche la consapevolezza di essere depauperati.

Noi depauperati vogliamo uscire da questa gabbia ideologica, riprenderci la nostra libertà di pensiero (che è qualcosa di più della libertà di cambiare canale).

La tradizionale dimensione politica sinistra-destra, che pur nel passato ha rappresentato il luogo principale della contrapposizione e della dialettica politica, ha da tempo perso ogni forza propulsiva. Le più recenti esperienze movimentiste, spesso trasversali alla politica classica, e che pur in certi contesti socio-politici hanno funzionato da catalizzatore di fattive volontà di cambiamento, hanno inesorabilmente subito un’involuzione, regredendo su posizioni qualunquiste e demagogiche. Lungi dall’aver creato una dimensione politica davvero alternativa, hanno piuttosto alla fine contribuito a trasformare lo scenario politico in un deserto che pur nella sua bidimensionalità non ha punti di riferimento, né direzioni privilegiate. Un tutto indifferenziato, incomprensibile, inutile: queste sono le tre ‘i’ della politica attuale.

A questo punto una terza dimensione nella politica si presenta come chiara necessità storica. E’ soltanto in questa nuova dimensione che possiamo ricostruire le categorie di contrapposti: punto di partenza di ogni pensiero veramente dialettico. E’ questo il luogo politico naturale del nostro movimento. Schierato senza ambiguità a fianco dei depauperati. Noi siamo i depauperati, ne rappresentiamo l’avanguardia cosciente. Siamo lo zenith di questa terza dimensione: punto di osservazione privilegiato di questo squallido deserto che sta ai nostri piedi: E verso lo zenith vogliamo portare tutti i depauperati: render loro la consapevolezza per unirsi e lottare contro chi sistematicamente ci depaupera.

Non saremo l’opposizione che con la sua esistenza legittima il potere. Non saremo una percentuale, un numero di voti da analizzare con una statistica.

Noi saremo il potere organizzato dei depauperati consapevoli. Saremo liberi, penseremo come mille teste, ma agiremo compatti, rapidi, imprevedibili.

E’ ora di svegliarsi depauperati di ogni luogo e di ricordarsi che:

La guerra non è pace.

La schiavitù non è libertà.

L’ignoranza non è forza.

Stefano Fontana - Biografia - Biography -

La prima personale di Stefano Fontana risale al 1985 (Contenitori ideologici, Galleria Lascala, Roma). Fino al 1991 partecipa a tutte le mostre a cui è invitato il gruppo di Piombino, tra le quali la Biennale di Venezia (Aperto 88, 1988) e l'ultima personale del gruppo (Art Contemporain Guerigny, Guerigny, 1991).

L'Unione Depauperati Consapevoli - un movimento politico virtuale, di cui Alice & Altri lavori in corso ospita una sede distaccata perfettamente funzionante - è stata presentata dall'artista per la prima volta nel 1996 a Bologna, nell'ambito della mostra Arte Instabile.

Dal 2000 l'Unione ha un suo ufficio politico e dispone di un sito internet (www.infol.it/depauperati) a cui è possibile inviare la propria adesione.

Stefano Fontana - Biography -

Stefano Fontana’s first exhibition was in 1985 (“Contenitori ideologici”, Galleria Lascala, Roma). Until 1991 he participates at all exhibitions where the “Gruppo di Piombino” exhibits. To mention a few: Biennale di Venezia (Aperto 88, 1988) and the last exhibition of the  “Gruppo di Piombino” (Art Contemporain Guerigny, Guerigny, 1991).

The “Unione depauperati consapevoli”, a virtual political movement which has a branch office at the gallery Alice & Altri lavori in corso, was first presented by the artist in 1996 in the exhibition Arte Instabile, Bologna.

Since 2000 the “Unione depauperati consapevoli” has its own political office and an internet address (www.infol.it/depauperati) where it is possible to adhere.


UNION OF CONSCIOUS DEPLETED

To think is to distinguish. It is to recognize when two things are different, irreconcilable to each other. However, are we capable of distinguishing a depleter from a depleted? Are we still able of making this elementary distinction? Since majority endorses, often passively maybe with a vote (or a non-vote), political projects addressed to both depleters and depleted, we would say no. How might social categories so intrinsically opposed, share expectations, ideas, interests on their future? Maybe these are the expectations, ideas and interests of only one of the two classes: the class of depleters who have robbed the others even the consciousness of being depleted.

We depleted want to get out of this ideological cage and get back our freedom of thought (which is a bit more than just freedom of zapping).

The traditional political dimension left-right, which in the past has represented the main place of contrast and political dialectic, has now lost any propulsive strength. Most recent political movements, often transversal to the classical politics and which, in specific social contexts, acted as catalyzer of effective will of change, underwent an involution, regressing towards apolitical and demagogical positions. Far from having created a really alternative political dimension, these movements have rather contributed, at the very end, to transform the political scenery into a desert which, though bi-dimensional, has neither a reference point, nor a privileged direction. A whole undifferentiable, uncomprehensible, unuseful: these are the three “u” of current politics.

At this point, a third political dimension appears as a clear historical need. Only in this new dimension we will be able to reconstruct the categories of opposites: starting point of any really dialectic thought. This is the natural political place of our movement, unambiguously sided with the depleted.

We are the depleted, their conscious vanguard. We are the zenith of this third dimension: privileged point of observation of this miserable desert at our feet. And towards the zenith we want to lead all the depleted. We want to give back their consciousness to unite and rebel them against the depleters.

We will not be the opposition whose existence legitimate the power. We will not be a percentage, a number of votes to be analyzed with a statistics.

We will be the organized power of conscious depleted. We will be free, we will think as thousands of minds, but we will act unanimously, rapidly, unforeseeably.

Wake up depleted from all worlds, and remember:

War is not peace.

Slavery is not freedom.

Ignorance is not strength.

Go previev