-INTERNI, 26 Ottobre - 20 Novembre 2000 -
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INTERNI (1998).
INTERIORS (1998)

Per la realizzazione di INTERNI, l'artista ha chiesto ad alcuni nuclei familiari di ospitare per un periodo di quindici giorni, nelle proprie abitazioni e nella stanza da essi indicata come maggiormente 'vissuta', una telecamera fissa racchiusa all'interno di un contenitore di plastica. L'attivazione della telecamera - del cui meccanismo di funzionamento gli ospiti non venivano messi al corrente - era regolata da un sensore che avviava riprese della durata di dieci secondi ogni qual volta i rumori ambientali superavano una certa soglia d'intensità. Nella pratica, questo meccanismo di attivazione ha dimostrato una certa autonomia dal parametro sopradescritto, incrementando ulteriormente il carattere a random delle riprese. Secondo queste modalità sono stati realizzati tre cortometraggi - tanti quanti i nuclei familiari che hanno accettato di ospitare la telecamera - che risultano dal sommarsi automatico delle brevi sequenze di dieci secondi. Tutto il girato è presentato integralmente, senza operare tagli o manipolazioni di alcun genere in sede di montaggio. Come risulta evidente dalla visione dell'opera, l'incidenza di comportamenti indotti dall'essere a conoscenza di poter essere ripresi appare in forma molto limitata. Questo perchè le persone vengono riprese all'interno del rassicurante ambiente familiare, in condizioni di assoluta normalità. Esattamente quanto non avviene nel format televisivo The Big Brother, in cui i soggetti si muovono in un ambiente sociale e architettonico di cui in precedenza non avevano alcuna nozione. Se a ciò si aggiunge l'ingombrante presenza delle telecamere che pendono da soffitto e l'obbligo di portarsi continuamente un microfono appresso, oltre alla spada di Damocle dell'eliminazione, si comprende perchè in questo caso comportamenti indotti e messinscene proliferino a dismisura, trasformando le situazione in una fiction vera e propria.

TRASH, 26 ottobre - 20 novembre 2000
TRASH (1999). L'opera TRASH consiste in 19 "cestini" - i files dove vengono provvisoriamente immagazzinati i dati che decidiamo di eliminare dalla memoria dei computer - raccolti dall'artista copiando quelli degli elaboratori che venivano portati presso un rivenditore per effettuarvi delle riparazioni. Nel corso di questa operazione sono stati eliminati dai cestini tutti i riferimenti diretti alle persone e ad eventuali programmi protetti da copyright. Il pubblico è invitato a consultare questa raccolta, aprendo i cestini a suo piacimento e scorrendoli come si sfogliano le pagine di un libro.
Pino Modica
Espone per la prima volta nel 1984, presentando presso la galleria Lascala di Roma l'opera Sosta Quindici Minuti firmata insieme a Salvatore Falci e Stefano Fontana. Ha inizio in questo modo l'esperienza del Gruppo di Piombino, a cui poco dopo aderirà anche Cesare Pietroiusti, che si tradurrà in una serie di opere e di mostre in Italia e all'estero, realizzate dagli artisti nell'ambito di una teoria dell'arte come produzione di comportamenti estetici. Il sodalizio si scioglierà nel 1991, con l'ultima mostra del gruppo presso l'Art Contemporain Guerigny in Francia. Nel contesto delle ricerche del gruppo, quella di Modica evidenzia un'attenzione particolare per il rapporto dell'uomo con le macchine - siano esse molto semplici come il Calciobalilla (1987)o complesse come il Rilevatore estetico (1985) - e per la produzione a cui questa interazione dà luogo. Dopo lo scioglimento del gruppo, l'attenzione dell'artista per l'oggetto decade progressivamente, lasciando il posto a quella per le trasformazioni psichiche e sociali implicate dallo svolgersi stesso dell'opera. A questa prospettiva di ricerca appartengono anche Trash e Interni, le opere presentate in occasione di questa personale romana.
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http://www.accademiabellearti.com/progetto_accademia4/p_modica.html

INTERIORS

In order to create Interiors, the artist asked a number of families to allow him to install a television camera enclosed in a plastic container for a period of two weeks in their home and in the room where they spend the most time.

The activation of the camera - whose mode of operation the families were not informed - was controlled by a sensor which turned on the camera for ten seconds every time, the ambient sound exceeded a given intensity threshold. In practice, this mode of operation had a certain autonomy from the parameter described above, further increasing the random character of the shooting. Three short films were realised in this way, one for each family who agreed to host the television camera. The films represent the automatic editing together of the ten-seconds sequences. Everything shot is shown in its entirety without any cuts or manipulation made during the editing process. As is clearly revealed in the work, the familie's behaviour wasvery rarely influenced by the knowledge that they might be on camera.

This is because everyone is shot within the reassuring family environment, in absolutely normal conditions, in opposition to what occurs in the Big Brother television format, where people move around in a social and architectonic environment previously unknown to them. If you add the cumbersome presence of the television cameras hanging from the ceiling and the necessity of wearing a microphone all the time, in addition to the Damocle's sword of elimination, it is easy to understand why, in this case, the show is full of joke and self-conscious behaviour, trasforming the situation into a total fiction.       

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